hostgator coupon EPICA ILLUSIVE CONSENSUS: FATTI E RIFATTI// Fashion quad 2011 Alter-Eco (again)

Monday, March 21, 2011

FATTI E RIFATTI// Fashion quad 2011 Alter-Eco (again)

   

Se pensavate bastasse un pomeriggio di shopping per aspirare allo status di cool-Person siate pronti ad essere delusi.
Sappiate che c’è in giro da un po chi dice che LA MODA sta diventando un Affaire serio.
Non più lievi cicalecci, impronte vermiglio ai bordi dei Flute, e overdosi di intellettualissimi dibattiti sull’onnipresenza del nero.NO.

Adesso LA MODA ha raggiunto la maggiore età, si da arie da political-Friendly ed è umanamente impegnata ad aiutare i meno fortunati, in una sorta di evangelizzazione cosmica al grido di più Vogue per tutti.
Ma poiché ragazzi, è di MODA che parliamo, è anche da considerare l’innata capacità della stessa, di trovarsi sempre al posto giusto ed al momento giusto.Prima degli altri.
Da qui il Politico più glamour, la catastrofe ambientale più chiacchierata, sempre attenta a non sbagliare i tempi, perché, siamo sinceri, confondersi tra cronaca Spring/Summer ed Autumn/winter sarebbe un imperdonabile Faux Pas.
Orchestrali in questo carrozzone di impegni sociali, Designers e Fashion Editors di tutto il globo arrancano, dunque, per celare l’ovvio paradosso scaturito dal tentativo di far combaciare il serio ed il faceto.
Ed è proprio di fronte all’Alfa di tutti le catastrofi dei nostri Tempi Moderni che LA MODA si batte di più: La Salvaguardia del Pianeta.
3,2,1 et voilà, anche la MODA è ECO.
C’era da aspettarselo se si considera il consistente quantitativo di ambizione che dei suddetti ne riempie le tasche, pardon, le pochette.
Ancora non è dato sapere se ciò avvenga più per scrollarsi di dosso l’aspetto effimero, abbandonando così vecchi cliché sul superficialismo d’antan, o perché no, per strizzare l’occhio ai molti anti-estetici del XXI secolo,  facendo leva sul significato pratico del vestirsi.
Ebbene, i profani, altrimenti detti, per ragioni stilistiche outsider sappiano adesso che pensare sostenibile è ora uno dei primi importantissimi passi da compiere nel caso in cui si voglia essere considerati Trendsetter.
Si comincia con il fitto calendario di Eco&Ethical Fashion Weeks: New York, Milano, Parigi, Londra per citare le storiche,Rio de Janeiro insospettabilmente impegnata per l’ambiente, o la nuova Famosissima Vancouver Eco Fashion Week, che vanta tra gli sponsor niente meno che il colosso della cosmesi Aveda.
Qui si radunano impegnatissimi nuovi designer che del sostenibile fanno la loro religione tentando al contempo di eguagliare in fatto di stile i grandi nomi del fashion system.Tra questi Nicole Bridger, Allison Parris, Lav & Kush e il rinomato marchio Edun, ideato e prodotto da Ali Newson che sul biglietto da visita può vantare lo status di Moglie di Bono degli U2.E scusate se è poco.
Qui si parla senza sosta di materiali grezzi, cotoni coltivati senza l’uso di pesticidi, abolizione di coloranti dannosi all’ambiente, riciclaggio, produzione a km 0, commercio equo e riscoperta dell’artigianato.Solo lo si fa in modo creativo.
Madrina d’eccezione quest’anno a Vancouver è Gisele Bundchen, da tempo prima nelle classifiche delle modelle più pagate al mondo e da sempre paladina di cause ambientaliste tanto da lanciare una propria linea di cosmetici naturali, la Sejaa, e un marchio di sandali chiamato Ipanema, interamente prodotti con tecniche e materiali eco-friendly.
Perché si sa, senza un bel faccino ed un buon nome anche il Bio perde il suo appeal, basti pensare all’ormai conosciutissimo caso Mc Cartney.

Si perché se si parla di sostenibile ed organico applicato al mondo della Moda non si può non citare l’impegnatissima figlia del Beatle Paul, Stella McCartney.
Lei che lavora nella moda e non mangia carne da almeno un decennio è l’esempio di quanto il vestirsi ecologico sia ormai un Must.
Designer per il marchio Chloé prima, e fondatrice di uno proprio che porta il suo nome, Stella McCartney è forse il volto più famoso tra i designer ambientalisti.
La sua promessa è quella di abolire progressivamente ogni elemento anti-ecologico nella produzione di abiti e per adesso, almeno in parte, sembra essere sulla strada buona: le sue collezioni dalla Lingerie, alle Capsule Collection create in collaborazione con grandi marchi come Adidas, vantano una delle più alte percentuali di materiali organici e tecniche a basso impatto ambientale.
Bel passo avanti considerato che, stando alle recenti ricerche fatte dal Britannico Design Council, almeno l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto viene deciso in fase di progettazione, mettendo nelle mani del Designer molta più responsabilità di quanto uno si potesse aspettare.
Ma ben più incisivo è forse il verbo che questa giovane stilista diffonde per sensibilizzare l’opinione sul tema e l’unicità con cui esso viene affrontato, rendendolo di fatto, sempre glamour, senza mai scadere in una produzione banale ma anzi piazzandosi anno dopo anno nella rosa degli stilisti più desiderabili.
Se infatti è di sensibilizzazione che si parla viene da se che il passo più importante riguarda in primis la comunicazione, per cercare di trasformare l’ignoranza dei consumatori seriali in fruizione cosciente, facendo leva più sul fascino del messaggio che sull’attrattiva del prodotto in se.
Importantissimo per questa ragione anche l’evento organizzato da Vogue Italia in collaborazione con Fiat durante la Vogue Fashion’s Night Out tenutasi a Milano lo scorso 9 settembre.
Sfruttando l’incredibile visibilità legata all’evento Vogue e Fiat hanno deciso di lanciare un concorso chiedendo ai partecipanti di realizzare un disegno dal tema eco-friendly che potesse essere stampato su caschetti da bici.Al vincitore una somma in denaro e la possibilità di vedere il proprio disegno stampato sui caschetti in edizione limitata e successivamente autografati da celebrities legate al mondo della moda.
Il ricavato della serata è stato interamente devoluto in beneficenza a favore del progetto ambientalista “Adotta un Albero”.

E visto che di Milano si parla bisogna, per dovere di cronaca rendere merito a Re Giorgio Armani, anche lui da tempo solito usare nelle sue linee poliestere derivante dal ciclo del riciclaggio, canapa e cotone ecologici tanto da scuotere Sua Maestà Suzy Menkes, temutissima penna dell’ International Herald Tribune, che con la svolta green di Armani è stata costretta a riconoscere la nuova tendenza come l’unica capace di rivoluzionare il mondo della moda.
D’altra parte, se anche la giovanissima Hermione della saga di Harry Potter, all’anagrafe Emma Watson, si è impegnata a creare una linea di capi organici per il marchio Inglese People Tree, c’è da chiedersi se ci sia o meno un intervento magico dietro l’ascesa di questo fenomeno di etica sociale.
Presentata nel pieno dell’ultima London Fashion Week, la collezione ‘Love From Emma’ ha avuto come palcoscenico l’ambitissimo Eco-Party ‘To Make A Difference’ promosso dal Principe Carlo in persona.
Capricciosa o illuminata alla fine la scelta di rispettare l’ambiente non può che condurre ad esiti positivi a patto che non svanisca disperdendosi nel nulla come l’ultimo dei tormentoni.
E allora via libera all’impegno con stile, abbandonando i vecchi cliché da neo-hippies, prepariamoci ad aiutare il pianeta indossando couture d’avanguardia e a sfoderare sorrisi consapevolmente soddisfatti per aver combattuto spreco e dispendio energetico con un gesto semplice di shopping, promuovendo l’illusione costante che stiamo contribuendo a salvare la terra.